5 domande a...

PMI italiane sempre più vicine al mercato dei capitali, ecco il perché

Anna Lambiase, Ceo di PMI Capital e di IR Top Consulting, ha condiviso con i lettori di Money.it il suo privilegiato punto di vista sul mondo della piccola e media imprenditoria italiana

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Alessio Trappolini

PMI Capital, la prima digital platform verticale dedicata a chi investe su AIM Italia, nella giornata di ieri ha tenuto un evento totalmente dedicato alle piccole e medie imprese che vogliono crescere. Un incontro dove le PMI quotate sul segmento AIM Italia di Borsa Italiana hanno fatto il punto sulle opportunità offerte dalla quotazione e sulle strategie future per i propri business.

L’incontro, rivolto a investitori istituzionali, è stato trasmesso in diretta streaming da Money.it (clicca qui per rivedere il “PMI Capital incontra le AIM virtuose”). A margine dell’evento abbiamo intervistato Anna Lambiase, Ceo di PMI Capital e di IR Top Consulting, che ha condiviso con i lettori di Money.it il suo privilegiato punto di vista sul mondo della piccola e media imprenditoria italiana.

Il mese scorso si è tenuta la nona edizione del Salone del Risparmio. Il cuore di questa edizione dell’evento è stato il legame esistente fra industria del risparmio gestito ed economia reale. In un Paese come l’Italia questo è un tema dal quale non si può prescindere. Secondo Lei dott.ssa Lambiase a che punto siamo?

La mia risposta è sicuramente AIM Italia. Questo segmento di Borsa Italiana rappresenta il punto d’incontro ideale fra domanda e offerta, ovvero fra capitale che vuole crescere (risparmio gestito) ed economia reale, nello specifico piccole e medie imprese che hanno un progetto di crescita da finanziare. Penso al successo che hanno riscontrato le numerose IPO (Initial Public Offering o, in italiano, quotazione) sia lo scorso anno che nel 2018, tutte andate a buon fine grazie al supporto dell’industria del risparmio gestito. Lo strumento finanziario dei Piani Individuali di Risparmio (Pir) introdotto lo scorso anno ha poi incentivato questa tendenza.

Il primo step in questa direzione è stato appunto il lancio dei Piani Individuali di Risparmio (PIR). Come sta andando secondo Lei dopo circa un anno e mezzo dall’entrata in vigore della nuova norma? Ritiene che l’Italia finalmente sia riuscita a far sistema per sostenere la piccola e media impresa?

Il lancio dei Pir è stato senza dubbio un’iniziativa di valore da parte del nostro legislatore in quanto ha generato un grande afflusso di liquidità sul mercato AIM Italia. Con i Pir è diventato più facile finanziare progetti imprenditoriali di alta qualità grazie anche ad operatori specializzati nella selezione delle migliori opportunità di investimento. Grazie alle analisi dell’Osservatorio AIM abbiamo riscontrato un significativo incremento dei controvalori giornalieri scambiati sul segmento AIM. Siamo passati da 24.000 nel 2016 a 120.000 nel 2017 per arrivare ad attestarsi ad una media dei primi quattro mesi di quest’anno attorno agli 80.000 euro scambiati per ogni singolo società.

Gli sforzi del legislatore hanno previsto anche novità più recenti, come ad esempio il Bonus quotazione. Secondo Lei anche questi provvedimenti possono essere importanti driver per la crescita del segmento Pmi?

Da una survey che abbiamo condotto recentemente presso gli imprenditori è emerso che il deterrente maggiore all’ingresso in Borsa Italiana siano proprio i costi associati al processo di quotazione. Per questo sono stata davvero molto orgogliosa quando il Governo ci ha interpellato in qualità di operatore specializzato per far parte del tavolo di lavoro sulla normativa del Credito d’imposta sui costi di quotazione. Oggi le Pmi che decidono di approcciare al mercato AIM possono usufruire di un credito d’imposta del 50% sui costi di quotazione fino ad un massimo di 500.000 euro per azienda. Questa è stata una seconda norma di valore dopo quella dei Pir che permette di ampliare l’universo investibile sul mercato e in prospettiva può consentire all’AIM di superare il gap rispetto a quanto avviene all’estero dove l’accesso delle Pmi sul mercato è sicuramente più agevole.

Secondo le proiezioni di IR Top, da sempre leader nell’advisory alle PMI quotate, il prossimo triennio vedrà un boom delle quotazioni sul segmento AIM di Borsa Italiana. Può darci alcuni numeri e spiegarci il perché di questa tendenza?

Nel 2017 ci sono stati 24 ingressi di nuove società. Nel 2018 siamo a 7 nuovi ingressi (di cui 7 Spac e 2 industriali) ma la pipeline per il prosieguo di anno è davvero ricca. Abbiamo stimato che entro fine anno circa 50 nuove società sbarcheranno su AIM Italia, il che significa che si dovrebbe arrivare a circa 130 società quotate. I nostri mandati di IPO provengono principalmente da società industriali, tipicamente aziende mature con ottimi fondamentali, e digitali, aziende innovative orientate allo sviluppo che vogliono accelerare i processi di crescita all’estero e fare M&A. A livello di investitori istituzionali invece vi sono circa una quarantina di fondi specializzati sulle small cap europee con un taglio d’investimento intorno al mezzo milione di euro. Vorrei segnalare che a luglio si terrà l’evento dell’Osservatorio AIM dove andremmo ad esporre una mappatura completa ed aggiornata di tutti gli investitori attivi su AIM Italia.

Un ostacolo per la diffusione di un azionariato diffuso per quanto riguarda le PMI è la difficoltà di reperire materiale informativo di qualità. Oltre all’impianto legislativo, quali attività ha predisposto IR Top per colmare il gap e sostenere così l’imprenditoria italiana?

Ritengo che la comunicazione sia uno dei temi più importanti per un’impresa che vuole avere accesso ai capitali. Comunicare è un dovere dell’imprenditore così come ricevere informazioni adeguate è un diritto dell’investitore. Dal nostro punto di vista promuoviamo una serie di incontri annuali come ad esempio l’AIM Investor day, in calendario il prossimo 27 novembre in Borsa Italiana, che è l’evento nazionale più importante per noi. Poi c’è Lugano a settembre, un momento d’incontro per piccole imprese (non solo AIM) rivolto ad un target particolare fatto di investitori professionali come le fiduciarie e private banker. E poi tutto il ciclo di eventi “PMI Capital incontra” che sono legati alla nostra piattaforma digitale, uno strumento al servizio degli investitori per approfondimenti, research, dati finanziari. I momenti come quello di oggi servono per dare una sensazione di vita alla piattaforma digitale: dietro ai numeri ci sono facce di imprenditori che credono nella loro azienda e dedicano 12 ore di lavoro al giorno ad essa.

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