Banche italiane: conti trimestrali e stress test mostrano il vero volto del comparto

Banche italiane: conti trimestrali e stress test mostrano il vero volto del comparto

Stando alle indicazioni arrivate negli ultimi giorni, i timori sulla tenuta del settore bancario italiano sono esagerati. La pensa così Eoin Walsh, Partner and Portfolio Manager di TwentyFour Asset Management. “Dopo alcuni articoli molto negativi - alcuni quasi sensazionalisti - sull’impatto che gli spread dei titoli di Stato italiani (BTP) avrebbero avuto sulle banche italiane, abbiamo avuto modo di vedere la realtà dei fatti da Intesa Sanpaolo quando ha riportato gli utili del terzo trimestre”, rileva l’esperto.

Il primo istituto italiano ha annunciato di aver chiuso il terzo trimestre con un utile netto in aumento da 650 a 833 milioni di euro, maggiore del consenso degli analisti. Meglio del previsto anche il fatturato, con il risultato operativo dei primi nove mesi è stato il migliore dal 2008.

“Un risultato impressionante”

Con lo spread in quota 300 punti base, l’attenzione principale è sempre stata rivolta al Core Equity Tier 1 ratio. “Negli ultimi due trimestri –continua Walsh - Intesa ha registrato un impatto di circa 45 pb sul CET1 ratio, direttamente grazie ai BTP detenuti in portafoglio; tuttavia, data la solidità complessiva della banca e la sua forte capacità di generare capitale, è riuscita a registrare un CET1 ratio più elevato del 13,7%, in crescita di 10 pb durante il trimestre”. Alla luce della volatilità del mercato interno e del successo diretto del BTP, “si tratta di un risultato impressionante”.

La maggior parte dei report negativi sull’Italia si sono concentrati su uno spread di 400 punti base, valutata come soglia chiave oltre la quale le banche richiederebbero iniezioni di capitale e l’assistenza della banca centrale nazionale. “Questo non sarebbe certamente il caso di Intesa, in quanto, sulla base dell’attuale bilancio, un ampliamento di 100 punti base dello spread BTP-Bund si riferisce a meno di 35 pb di CET1”.

Indicazioni positive anche dagli stress test

Buone nuove sono arrivate dai test EBA (European Banking Authority), che hanno visto Intesa classificarsi al primo posto con un CET1 al 9,66% nello scenario avverso 2020. Tra le altre italiane, UniCredit ha visto il dato attestarsi al 9,34%, Ubi al 7,46 e Banco BPM al 6,67 per cento: in tutti i casi, gli istituti italiani si sono abbondantemente collocati al di sopra della soglia minima del 5,5%. “Le banche italiane sottoposte ai test sembravano tutte in buona salute”.

Guardare ai fatti

Nel complesso, anche alla luce delle tensioni con le autorità europee, “mentre le banche più piccole e più deboli si trovano in una posizione difficile a causa dell’allargamento dello spread dei BTP, gli investitori farebbero bene a guardare oltre le notizie negative sensazionaliste e a concentrarsi invece sui fatti della stagione bancaria del terzo trimestre”, rileva l’esperto di TwentyFour AM.


Fonte: https://www.money.it/banche-italiane-stress-test-conti-trimestrali-mostrano-volto-comparto

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