L’identikit della donna consulente. Intervista a Vania Franceschelli

L'identikit della donna consulente. Intervista a Vania Franceschelli

Vania Franceschelli, Responsabile regionale Emilia Romagna progetto "[email protected]" e Membro del Board di Fecif, la Federazione Europea dei Consulenti e Intermediari finanziari, da sempre sostenitrice dell’universo consulenziale e femminile, oggi ci illustra l’evoluzione e l’impegno del consulente finanziario donna.

Il mondo del risparmio gestito è in gran parte dominato dagli uomini. Da anni le istituzioni affermano che la situazione stia cambiando. E’ davvero così? Qual è la percentuale di consulenti donne oggi?

La percentuale di donne nel nostro mondo sta aumentando, ma rimaniamo sia in Italia che in Europa al di sotto del 22%. Molte ragazze riescono con successo a superare l’esame da consulente finanziario, ma dopo alcuni anni abbandonano l’attività. In Italia non esiste ancora una sorta di tutoraggio o di praticantato e questo disincentiva la professione. Sto frequentando alla Bologna Business School un master di Wealth Management, improntato sulla Direttiva Mifid 2 e noto con piacere che le ragazze aderenti sono molto motivate nel superare l’esame da CF e nell’intraprendere l’attività successivamente. Ci siamo confrontate su più fronti e sarà mia cura supportarle in questo delicato passaggio (dai "banchi di scuola" alla professione vera).

Il pregiudizio nei confronti delle donne quanto è radicato nel settore finanziario?

Pregiudizi: anche nel settore finanziario il famoso “tetto di cristallo” esiste: sta a noi abbatterlo. Sicuramente ad un primo approccio l’imprenditore tende a preferire il consulente finanziario di sesso maschile, soprattutto se non ti conosce. Con il tempo però la meritocrazia prevale. Inoltre credo sia indole delle donne Cf coinvolgere anche le mogli e le compagne. Se non mi viene negato espressamente, tendo sempre - soprattutto all’inizio del rapporto - a coinvolgere la famiglia dell’imprenditore o del professionista (questo nel caso in cui ci troviamo di fronte ad un patrimonio familiare).

La nostra professione è fondamentale per l’equilibrio finanziario pertanto le scelte devono essere condivise. Ultimamente le donne clienti mi chiedono esplicitamente di iniziare un percorso di alfabetizzazione in campo economico; si sono rese conto che la vita si è allungata e il denaro deve servire anche per affrontare la senilità in maniera serena. Maggiore disponibilità non è sinonimo di avidità ma di accortezza e lungimiranza...e in questo le Donne sono sono maestre!

Empatia e approccio possono incidere sulla relazione cliente-consulente. Le donne dovrebbero pertanto scegliere solo consulenti donne per essere comprese al meglio?

Sicuramente empatia, pazienza e una grande capacità di ascolto sono elementi che incidono positivamente sulla relazione cliente-consulente. Inoltre, dato che la parità di genere è ancora lontana, chi svolge questa attività (ed è donna) è di solito portata a “stare molto con i piedi per terra” perché vive la professione come una prova continua. A volte penso che un pò di leggerezza non guasterebbe. Ho molte clienti donne - non sono classista - ma tra donne impegnate e soprattutto intelligenti in tutti i sensi ci si capisce meglio.

Da quanti anni lavori nel mondo del risparmio gestito? Hai incontrato nell’arco della tua carriera un esempio di donna-investitrice degno di nota?

Lavoro dal 1990 nel settore finanziario, prima in banca poi dal 2003 come libero professionista. Ho incontrato tantissime colleghe, molto brave e preparate, e tante donne-investitrici degne di nota. Una in particolare mi ha colpito in quest’ultimo anno: si chiama Catia Pedrini ed è la Presidente del Modena Volley maschile. Quest’anno ho seguito molto da vicino il campionato della pallavolo e ne sono rimasta affascinata. La Sig.ra Pedrini è una donna-imprenditrice e di conseguenza investitrice che ha riportato a Modena e non solo il mito della pallavolo, impegnandosi personalmente e facendosi aiutare da uno staff di altissimo livello; ha creduto in un sogno e lo ha realizzato in un ambiente come quello della pallavolo dove il genere maschile è predominante. Lealtà, rigore, tenacia sono le sue carte vincenti ma sono anche i principi che mi contraddistinguono.

Quale il tuo impegno nell’universo della consulenza al femminile e quali i tuoi nuovi obiettivi/impegni?

Il mio impegno nell’universo della consulenza femminile è cresciuto nel corso degli anni. Entro i primi giorni di aprile dovrò consegnare una tesi per conseguire il diploma di master; il tema che ho scelto è "Donne e risparmio nell’arco degli ultimi dieci anni".

Nell’ambito della Commissione Pari Opportunità di Modena stiamo analizzando la possibilità di creare un questionario ad hoc per le varie categorie; mi piacerebbe realizzare un’indagine sulle Consulenti Finanziarie italiane, partendo dai redditi, dalle modalità di lavoro e dagli ostacoli che si incontrano per conoscere e far conoscere la nostra professione.

A livello internazionale, visto che a breve parteciperò al Forum internazionale CIFA (Convention of Independent Financial Advisors) ho chiesto agli organizzatori per l’anno 2019 di poter presentare una ricerca dettagliata e internazionale sul mondo delle Consulenti Finanziarie.

E poi ho un sogno ed è legato alla sfera dell’educazione finanziaria: vorrei contribuire a diminuire la violenza economica che viene esercitata quando una donna non è indipendente finanziariamente. Ritengo questa violenza molto più silenziosa di quella fisica, ma ugualmente dilaniante.

Nel mio piccolo cerco di ridurre il gap non solo nei confronti del mondo maschile, ma soprattutto di far conoscere meglio questa professione. Se poi il consulente è Donna...siamo in una “botte di ferro”.


Condividi questo post