Mercati emergenti: è il momento giusto per entrare

Mercati emergenti: è il momento giusto per entrare

Gli strategist di Vontobel Asset Management guardano con ottimismo al comparto emergente, dove le condizioni sfavorevoli “stanno venendo meno”. Money.it lo scorso mese è andata nel quartier generale della società, a Zurigo, per un confronto con i gestori

L’aggravarsi delle tensioni commerciali internazionali che vedono come attore e promotore principale il Presidente americano Donald Trump e l’instabilità politica in alcuni Paesi ha messo a dura prova le performance degli asset dei mercati emergenti.

In aggregato gli emerging markets sono stati penalizzati dalla ripresa mostrata dall’economia degli Stati Uniti e le prospettive di rialzo dei tassi. Nell’ultimo anno infatti gli investitori americani hanno riportato a casa i loro soldi nella speranza di ritorni più elevati. Ecco perchè L’indice MSCI dei mercati emergenti ha perso circa il 12% da fine gennaio, quando il biglietto verde ha dato avvio al suo trend rialzista.

Nonostante queste evidenze i gestori di Vontobel Asset Management sono disposti a puntare sul comparto emergente e a scommettere su un suo prossimo recupero.

Approccio puramente bottom-up sull’equity, Asia preferita a livello strategico


Thomas Schaffner, Co-portfolio manager e CFA

Il contesto attuale rappresenta un buon entry point sul mercato emergente dal nostro punto di vista”, ha commentato Thomas Schaffner, Co-portfolio manager e CFA che segue il mercato Equities per Vontobel AM.

La strategia di Schaffner prevede un approccio puramente bottom-up, basato su 3 pilastri:

  • ROIC;
  • Industry;
  • Valutazione (Premium EM vs DM).

Per questo motivo a livello strategico Schaffner predilige l’Asia, con circa il 70% delle posizioni detenute in aziende di Cina e Hong Kong.

Debito emergente: strategie di carry trade meno rischiose rispetto al passato


Luc D’hooge, head of emerging market bonds e CFA

Interessante investire in paesi che hanno ristrutturato il debito sovrano perché mostrano elevati tassi di recupero dopo il default

Il debito emergente secondo gli strategist di Vontobel AM mantiene un appeal elevato, in primis perché è strutturalmente inferiore ai debiti del mondo “developed” e poi perché gli spread fra debito EM e DM è tornato conveniente.

Il dollaro forte e tassi in rialzo negli Usa non sono un dramma per gli Emerging markets”, ha chiosato D’hooge, sostenendo che i cambi valutari fra il biglietto verde e le valute locali emergenti scendono “non perché queste ultime siano deboli ma per la troppa forza del dollaro”.

Ecco perché, secondo il capo delle strategie sul debito emergente, le strategie di carry trade, ovvero indebitarsi in valute locale e ricomprare in valuta forte, saranno meno rischiose rispetto al passato.

Per questi motivi l’outlook base di Vontobel AM rimane focalizzato sul debito dei Paesi con basso rating. “Quando un Paese ha basso rating è più facile trovare valore su imprese che hanno rates più alti”, ha osservato D’hooge, che inoltre si è detto fiducioso sul recovery del comparto in quanto “non ha mai avuto due anni consecutivi di performance negative”.


Thierry Larose, analyst e portfolio manager

Il team focalizzato sul Fixed Income in local currency, guidato da Thierry Larose, punta alla diversificazione sia fra Paesi che fra settori “per diminuire i fattori di rischio del portafoglio”.

Ecco perché per fondi di media-piccola size come quelli di Vontobel AM per diversificare si può guardare ad un posizionamento tattico su valute di frontiera (esempio Zambia, Kenya, Ghana) e beneficiare della bassa correlazione fra le valute e i tassi locali di questi Paesi.

La nostra strategie prevede una posizione massima del 15% anche sui mercati di forntiera”, ha spiegato Larose, sebbene il fund manager non esclude posizioni su valuta di riserva (dollaro, euro, yen) se dovesse presentarsi l’esigenza per motivi di risk management.


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