S&P su Portogallo è azione indiretta contro Italia, ora ultima della classe

S&P su Portogallo è azione indiretta contro Italia, ora ultima della classe

Molti analisti hanno segnalato il provvedimento come un’azione «indiretta» contro l’Italia, che di fatto viene scavalcata dal Portogallo anche nelle gerarchie del rating di S&P

Venerdì scorso Moody’s ha sospeso il giudizio sul rating dell’Italia (Baa3 con outlook stabile), mentre al contempo la società S&P ha migliorato l’outlook del Portogallo portandolo da «negativo» da «stabile».

Molti esperti hanno segnalato quest’ultimo provvedimento come un’azione «indiretta» contro l’Italia, che di fatto viene scavalcata dal Portogallo anche nelle gerarchie del rating di S&P.

Già ad ottobre 2018 l’agenzia Moody’s aveva prodotto lo stessa decisione: Italia bocciata a solamente un notch dal junk level e Portogallo promosso sui cosiddetti livelli investibili a Baa3 con outlook stabile.

Gli sforzi messi in atto da Lisbona per risollevarsi dalla crisi che l’ha portata a richiedere l’aiuto della Troika, con un conseguente stanziamento di oltre 78 miliardi di euro nel 2011, sono stati ingenti e non sono passati inosservati né alle agenzie di rating, né agli investitori.

Ciò è evidenziato dal rendimento dei titoli di Stato: il decennale portoghese rende l’1,265%, mentre lo yield dello stesso benchmark in Italia è pari al 2,429%.

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Spread tra il decennale italiano e quello portoghese. Fonte: Bloomberg

Osservando lo spread tra le due obbligazioni emerge come a inizio 2017 ci fosse una situazione capovolta: il 10 gennaio di quell’anno infatti, il differenziale era negativo di oltre 200 punti base. Poco più di 12 mesi dopo, il 18 ottobre 2018, lo scenario era cambiato: lo stesso spread valeva 166,0364 punti base. Nel 2019 poi, la discesa nello yield dei bond italiani ha diminuito il differenziale, ma resta comunque in area di massimi storici.

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Spread BTp-Bund. Fonte: Bloomberg

In generale, l’anno in corso si sta rivelando comunque positivo per i titoli di Stato del nostro Paese, ciò si evince dal progressivo calo dello spread tra BTp e Bund , che al momento della scrittura veleggia sui 236,1485 punti base, a minimi dal 27 settembre 2018 e in discesa del 5,8% da inizio anno.

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Spread tra il decennale portoghese e quello tedesco. Fonte: Bloomberg

Il differenziale tra il decennale di Lisbona e quello tedesco è pari a 118,33 punti base: dai massimi del 2012, a 1.402,6655 punti base, questo spread è nella sua zona più bassa da quasi 10 anni.

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Confronto tra la curva dei tassi italiana (in verde) e quella portoghese (in azzurro). Fonte: Bloomberg

La maggiore rischiosità percepita dagli investitori sul nostro Paese rispetto a quello guidato da António Luís Santos da Costa è evidente confrontando le rispettive curve dei tassi: il Portogallo offre rendimenti minori rispetto all’Italia su ogni sua scadenza, sia guardando a quelle di breve periodo sia rispetto a quelle più lunghe.

Uno dei motivi che pesa su questa differenza è la mole di debito pubblico italiano pari, secondo i dati di Bloomberg, a 2.262.262 miliardi di dollari: il quarto più elevato al mondo. Ben più basso quello portoghese, uguali a “soli” 249.797 miliardi di dollari (clicca qui per una panoramica completa ).


Fonte: https://www.money.it/titoli-di-stato-confronto-italia-portogallo

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