Wall Street, è tonfo. Ma le cause del crollo vanno oltre Facebook

Wall Street, è tonfo. Ma le cause del crollo vanno oltre Facebook

Il tonfo di Wall Street, messo in luce dall’ultima sessione di Borsa, è stato immediatamente messo in relazione con le problematiche vissute da Facebook.

A pesare sul social network più famoso al mondo - e sul mercato USA in generale - sono stati ieri due elementi: da un lato la proposta di imporre una tassa del 3% sul giro d’affari europeo; dall’altro, invece, il furto dei dati di 50 milioni di clienti da parte di Cambridge Analytica .

In molti, però, hanno fatto notare come il tonfo di Facebook in Borsa non sia stato l’unico elemento fondante il crollo di Wall Street.

La pessima chiusura di Wall Street

Tutti i principali indici del mercato azionario statunitense hanno archiviato gli scambi con perdite superiori al singolo punto percentuale. Il Dow Jones, per fare un esempio, ha chiuso la prima sessione della settimana con un rosso dell’1,35% e si è arenata sui 24.610,91 punti.

Non è andata certamente meglio all’S&P 500, che in piena conformità con il resto del mercato ha perso l’1,42% e ha così terminato gli scambi su quota 2.712,92. Il peggiore, a causa del già citato Facebook, è stato il Nasdaq, che ha chiuso in perdita dell’1,84% su quota 7.344,24 punti.

I motivi del crollo

Le azioni Facebook hanno archiviato la sessione di lunedì con un ribasso di oltre 6 punti percentuali e hanno continuato a viaggiare in preda alla debolezza anche durante le fasi del mercato afterhours. Eppure, nonostante la debolezza del titolo tech sia risultata così evidente da determinare la flessione dell’indice di riferimento, Wall Street è stata messa in ginocchio anche da numerosi altri elementi: Facebook è stata soltanto la scintilla che ha fatto esplodere il clima di vendite.

In cima alla lista delle cause, gli analisti hanno posizionato sicuramente le paure del mercato relative alle politiche dell’amministrazione di Trump. I timori di guerra commerciale - esacerbati dall’introduzione dei dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio - non si sono mai sopiti.

Ad essi si è accompagnato poi il preoccupante “esodo” dei funzionari dell’amministrazione repubblicana, fenomeno che ha privato la Casa Bianca di personaggi cari ai mercati tra cui l’ex consigliere economico di Trump, Gary Cohn.

A pesare su Wall Street e sul mercato in generale, poi, sono stati anche i timori relativi alle indagini che stanno nuovamente coinvolgendo la Russia e il suo ruolo nelle elezioni USA 2016, oltre che la possibilità che Trump licenzi il procuratore speciale del caso.

Non hanno giocato in favore di Wall Street neanche le recenti dichiarazioni degli analisti in merito all’andamento dell’economia USA. Gli esperti non sembrano più propensi a confermare la propria stima del 3% per il trimestre corrente.

“In questo momento ci sono così tante incertezze, politiche, economiche e monetarie”,

ha affermato Julian Emanuel, di BTIG.

Tutti gli occhi del mercato azionario saranno ora puntati sul principale evento della settimana, la riunione della Federal Reserve in cui saranno probabilmente alzati i tassi di interesse. Nel breve termine, però, sarà interessante cogliere la reazione delle Borse europee all’ultima evidente battuta d’arresto di Wall Street causata, come visto, non soltanto da Facebook.


Fonte: https://www.money.it/tonfo-Wall-Street-vere-cause-vanno-oltre-Facebook

Condividi questo post